educazione civica, traduzioni

Traduzione – Les potes à Jé

o

Artist: PANG feat. MonkeyMix

Testo originale a fondo pagina

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BX BRUXELLES –

BX BRUXELLES

Qui ognuno ha un pezzetto di terra, e raccoglie l´acetosella
Quindi ricorda questo consiglio, tu qui non sei a Marsiglia

Oh si sei a Bruxelles

Oh si sei a Bruxelles

Con i nostri amici coetanei invadiamo i mercati
Fatti avanti e ti faremo crescere

Pianti cavoli, cosa dici?
Joe, non fare il mollaccione, o saranno ravanelli

Nel mio vicinato si pratica permacultura:
Una tecnologia ispirata alla natura

Tipo non insultare la Terra, è mia madre
Osservala bene, e mai più avrai fame

La paglia e la foresta sono messi in prioritá
Le formiche e le api hanno tutte aderito al nostro equipaggio

L’unico limite della tua produzione
Amico No, non è il posto è la tua immaginazione

Fate rete, interconnessioni
E vedrete tutto arrivare, e in abbondanza

Nessun pesticida o fertilizzante chimico, no
Niente trattore eccoci somari

Se fai tu la bestia avrai un pó di divertimento
Qui si spingono barbabietole e zucche YO

Qual è il nostro quartiere? il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno le sue carote ed a ognuno i suoi porri
Le persone che gironzolano cadono nel dimenticatoio

Qual è il nostro quartiere? il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno il suo maiale ed a ognuno il suo pony. Senza contesto le
persone rimangono a margine

TSP, ma che cos´é? Mah non conosco ragazzo, non ne ho mai sentito parlare
TSP, ma che cos´é? Aspetta ti spiego il manuale utente

TSP è il potere (Powa) della toilette a secco,
Mai piú merda nell’acqua potabile, ma nella segatura
TSP è il potere della toilette a secco,

Abbiamo fatto la scelta di non sprecare piú acqua
Fase 1, si mettono a strati e si appiattiscono
Fase 2, si sale sul trono, é già alto
Fase 3, ti asciughi da solo e tiri il filo
Passo 4, ha arrestato la caccia ed ha adottato il secchio

La cacca è finita in acqua
Splash! e basta
Basta avere il culo bagnato
Gli africani lo amano troppo.
In Asia, lo hanno scelto.
In Marocco ognuno dice di sì.
In campagna o a Parigi tutti lo apprezzano

Se siete in questa ca ca ca ca ca
Allora unisciti al gabinetto powa

Qual è il nostro quartiere? é il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno le sue carote ed a ognuno i suoi porri
Le persone che gironzolano cadono nel dimenticatoio

Qual è il nostro quartiere? é il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno il suo maiale ed a ognuno il suo pony. Senza contesto le
persone rimangono a margine

E Yo Pang in faccia, così è stato riciclato
Noi, mescoliamo la calce e le bombe nei prati

Io rappresento il mio orto ho vinto la tripletta
Troppo figo per non farsi una pugnetta, avevo fame
Poi ho avuto l’idea di imparare ad arare
di piantare capel di carota e raccogliere il grano

Per motivi dietetici, coltivo la terra
Uno colpo alle imprese del nucleare, amico conosco quegli impicci


Big up a frutta, verdura, semi, ed ai pistilli
Curo la mia pianta di agrumi come dunks Shaquille

Domenica monto sul mio trattore stile gangster
Il cappello all´indietro e annusare la Terra

Pang dalla faccia che fai ci ha riconosciuto
Gli agricoltori sono in ginocchio e le mucche scarnificate

Ne metto una per la mia crew con i pesticidi selvatici
Aggiungiamo del gusto per far passare il messaggio…

Qual è il nostro quartiere? é il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno le sue carote ed a ognuno i suoi porri
Le persone che gironzolano cadono nel dimenticatoio

Qual è il nostro quartiere? é il nostro l’orto
Cosa ti rende contento? essere nudo
Ad ognuno il suo maiale ed a ognuno il suo pony. Senza contesto le
persone rimangono a margine

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Tsto originale

Pour BX – BRUXELLES
Pour BX – BRUXELLES

Ici c’est chacun sa parcelle, on ramasse l’oseille
Alors retiens ce conseil, ici t’es pas à Marseille

BXL – Ouais c’est Bruxelles
BXL – Ouais c’est Bruxelles

Avec nos potes agés on inonde les marchés
Viens accompagné car on va te faire planter

On te plante des choux, est-ce que ça te dit?
Joe, fais pas le mou, ou ce sera les radis

Dans mon hood on pratique la permaculture :
Une tech de ouf inspirée de la nature

Insulte pas la Terre, Mec c’est ma mère
Observe la bien, jamais plus t’auras faim

La paillle et la forêt ont été mises dans le coup
Les fourmis et les abeilles ont toutes rejoint notre crew

La seule limite à ta production
Mec non c’est pas le site c’est ton imagination

Fais donc les liens, les interconnections
Et tu verras tout vient, et cela à profusion

Pas de pesticides ni engrais chimiques, non
Pas de tracteur ici on a des bourriques

Si tu fais ta bête et ton petit marrant
Ici tu pousses des bettes et des potimarrons YO

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Chacun sa carotte et chacun son poireau
Personne qui poireaute, personne qui reste sur le carreau

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Tout le monde son cochon et tout le monde son poney
Et même sans un rond personne qui reste sur le côté

TSP, mais ça c’est quoi ? Mais boy je sais pas j’ai jamais entendu parler de ça
TSP, mais ça c’est quoi ? Attends je vais t’expliquer le mode d’emploi

TSP c’est le Toilette Sèche Powa,
On chie plus dans l’eau potable mais dans la sciure de bois
TSP c’est le Toilette Sèche Powa,
On a fait le choix de plus gaspiller d’aqua
Etape 1, t’arrêtes les couches et tu passes au pot
Etape 2, tu montes sur le trône, c déjà bien haut
Etape 3, tu t’essuies tout seul tu tires la chasse d’eau
Etape 4, t’arretes la chasse et t’adoptes le seau

Le caca dans l’eau c’est fini
Le plouf! c’est fini
Les fesses mouillées c’est fini
Les Africains aiment ça aussi
En Asie, on l’a choisi
Au Maroc tout le monde dit oui
A la campagne ou à Paris tout le monde l’apprécie

Si t’es dans ce ca ca ca ca ca
Alors rejoins le toilette sèche powa

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Chacun sa carotte et chacun son poireau
Personne qui poireaute, personne qui reste sur le carreau

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Tout le monde son cochon et tout le monde son poney
Et même sans un rond personne qui reste sur le côté

Et Yo Pang dans ta gueule, oui on s’est recyclé
Nous, on mixe du tilleul et on bombe dans les prés

Je représente mon verger que j’ai gagné au tiercé
Trop cool pour rien branler, mais j’étais affamé
Alors j’ai eu l’idée d’apprendre à labourer
D’planter mes poils de carotte et d’en récolter du blé

Pour des raisons alimentaires, je cultive la Terre
Me shoot au nucléaire, Mec j’connais les affaires

Big up aux fruits, aux légumes, aux graines, aux pistilles
Maintenant je plante des agrumes comme les dunks de Shaquille

Dimanche jpimpe mon tracteur en mode gangster,
La sketca à l’envers pour renifler la Terre.

Pang dans ta gueule tu nous a reconnu
Les fermiers sont à genoux et les vaches dévêtues

J’en place une pour mon crew les pesticides sauvages
On rajoute du gout fais passer le message…

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Chacun sa carotte et chacun son poireau
Personne qui poireaute, personne qui reste sur le carreau

C’est quoi notre quartier ? C’est le potager
Qu’est ce qui fait kiffer ? Etre à walpé
Tout le monde son cochon et tout le monde son poney
Et même sans un rond personne qui reste sur le côté

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il vostro Dio

Ho fatto tutti i passi del percorso della chiesa cattolica apostolica romana. Battesimo, Comunione, Cresima, e poi sono felicemente uscita dalla chiesa cattolica.
I miei genitori mi hanno fatto battezzare per darmi la possibilità di una vita “normale” nel senso socialmente accettato del termine. Ho fatto la comunione così da poter condividere la mia infanzia. Il prete mi ricordava spesso come i miei genitori, sposatisi al Comune e non in chiesa, sarebbero bruciati per sempre nelle fiamme dell’inferno, un dolce pensiero da dare ad un bimbo.
Avevo sempre la mano alzata, mi ricordo il giorno che fù più eclatante come fosse ieri. Don Dino venne a farci visita al catechismo per ricordarci che:
DD: “La masturbazione è peccato, abominio e che Dio vi punirà per questo”
io alzai la mano, viziaccio che non mi sono mai tolta.
zbog: “Mi perdoni ma non capisco, non ci trovo niente di male, il mio gatto si masturba con i maglioni”
DD: “E’ diverso gli animali non hanno un anima”
zbog: “Ma come? il mio gatto ha sentimenti e paure, io penso che Meuzzo l’anima ce l’abbia!”
DD: “No ti sbagli, è il diavolo a farti parlare così”

Quando fu il momento della prima confessione io non volevo farla, ero sempre chiusa in camera in preda alle paranoie. Dichiarai di non voler più fare la comunione, e mia madre venne dolcemente a chiedermi perchè.
zbog: “Io lascio Barbie e Ken giocare da soli nei cassetti, e il prete dice che non si fa, non voglio fare la confessione e raccontargli quello che barbie e ken fanno quando stanno da soli”
Mamma: “Non ti preoccupare la religione non è Dio, è come la società degli uomini inerpreta Dio, se ci sono cose di cui tu al prete non vuoi parlare non preoccuparti, digli che ogni tanto rispondi male ai tuoi genitori, il resto è per te, è la tua privacy”
Ho avuto una famiglia imperfetta ma fantastica, tutti me la invidiavano, così feci la prima comunione con il sorriso stampato sulle labbra e mi cuccai un sacco di regali.
Il prete non si lasciò sfuggire il mio sorriso, di cui si lamentò per mesi.

Decisi invece da sola di fare la cresima, volevo stare con i miei amici lungo il percorso di vita.
Avevo una suora veramente dolce ed interessante, pace all’anima sua, e quando ero prossima alla cresima ebbi la geniale idea di parlare con la suora al riguardo i miei dubbi.

zbog: “Suor Marta non sono sicura di avere fede, mi puó aiutare?”

SM: “No piccola mia la fede o ce l´hai o non ce l´hai. Quali sono i tuoi dubbi?”

zbog: “É che ho letto la bibbia, e non c´é scritto che Gesú diceva di essere il figlio di Dio, ma che dicesse come siamo TUTTI figli di Dio”

SM: “Interessante teoria.” Si alzó e se ne andó.

Fu una delusione molto grande, lei era una figura guida per me, rappresentava tutto ció che c´era di buono nell´animo umano e… non oleva neanche affrontare l´argomento. Me la fece passare come se una 15N avesse avuto l´idea del secolo e che nessuno prima di allora avesse esposto questi dubbi. Baggianate.

Non credo in un Dio cosciente, per di piú bianco e con la barba. So che un inspiegabile energia deve venire consumata dall´alba dei tempi e sembra dover proseguire senza fine.

Ho una fortissima etica, molto piú forte di tanti cristiani. E non perché ho paura delle fiamme dell´inferno. Ce l´ho perché a fare del male si produce dolore e a fare del bene si produce amore, serotonina che viaggia nelle nostre sinapsi, rende felice gli altri e te stesso. Quindi non faccio agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me.

Se Dio esiste io saró in paradiso dopo la morte, nonostante tutte queste bestemmie, accanto a mia nonna credente ed al mio gatto che si masturberá con le nuvolette invece che con i miei maglioni. Ne sono sicura, molto pií sicura di questo che del fatto che Dio esista.

Quindi il paradiso facciamocelo in terra invece di aspettare il biscottino premio nell´aldilá.

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Perché me ne vado in Guinea 2 mesi

É difficile spiegare perché si é attivisti, é un pó come la fede, o ce l´hai quel fuoco dentro o te lo fanno venire fuori i fascisti a forza di botte.

Vado a portare la parole dei Refugees Camp, dei Sans Papier della Lotta ai CIE, per il libero transito delle persone  attraverso ogni frontiera. Vado a supportare ed organizzare un cineforum ambulante con topic emigrazione ed un corso di Audio / Video editing su piattaforma GNU-Linux, in Guinea Conakry, nell´Africa settentrionale, con un collettivo internazioanlista, Nomads, di cui faccio parte da 4 anni.

Voglio solo che il mondo cambi come ha giá fatto milioni di volte.

Lo faccio con un collettivo autorganizzato perché la mia interlocutrice con le istituzioni mi ha negato la presentazione del Business Plan, dicendo che il movimento di denaro da me prodotto non era allettante per lo stato.

É difficile spiegare perché lo faccio alla signora di colore dello sportello del job center di Friedrichshein-Kruezberg di Berlin, mi dice “non serve a niente il mondo non cambia”

É difficile spiegarlo quando sono degli ottusi i miei interlocutori “il mondo é giá cambiato diverse volte altrimenti io e lei non avremmo diritto di voto.” Mi sono fermata lí, dentro di me pensavo se il mondo non fosse cambiato, tu Donna di Colore non avresti mai potuto… ma ho resettato non volevo neanche lontanamente affrontare il fatto che lei fosse di origine africana…

Si vado nel cuore dell´Africa, una ragazza di un centro sociale bolognese dall´alto dei suoi capelli rosa mi ha detto “ció che fate non é molto utile, in Africa hanno piú bisogno di riso che di computer”.

É difficile spiegare perché a differenza delle associazioni umanitarie siamo contrari all´assistenzialismo. Siamo per l´autodeterminazione dei popoli, mica cianfrusaglie e cincischiate. Il riso loro ce lo hanno, l´acqua in africa c´e sono i soldi per i pozzi che mancano, come del resto mancano alla mia famigli e a 3/4 della Basilicata. Devono avere gli strumenti per ribellarsi ad un sistema che non dá loro il loro stesso riso. E per di piú devono scegliere autonomamente la forma di evoluzione da intraprendere!

Siamo stati con un primo viaggio in Guinea nel 2012. Fu un viaggio interamente a nostre spese, anche nel materiale che portavamo, per provare se il team europeo in se per sé si trovasse bene, e valutare che il lavoro con l´associazione locale funzionasse. Solo ora ho avuto forse il tempo di analizzare tutto ció che ci é capitato.

Abbiamo commesso degli sbagli, sopratutto io lo ammetto, dato che era la mia prima esperienza in Guinea. Ho regalato il mio cellulare il vecchio Nokia blu a cristalli liquidi, quell´indistruttibile secchione, di tutto cuore, la prima sera che ero arrivata… e poi ho scoperto che loro non se ne fanno nulla, usano quasi solo smartphone.

Ho regalato un computer per realizzare una postazione internet, ma senza di noi avevano paura di romperla. era sempre spenta…

Invece ho capito e contibuito molto al miglioramento del mondo, semplicemente esistendo, parlando con la gente.

Per capire meglio cosa potevo fare e per far vedere loro come viviamo noi, o meglio io che per di piú sono una minoranza, dieta da boicottatrice, cure mediche naturali, anticapitalista…

Loro non sanno che l´Europa come l´America sono composte di una grande varietá di persone. non conoscono le stratificazioni sociali e non c´é alcuna possibilitá di commercio equo e finanza etica. Credono che, come loro sono tutti poveri, noi si sia tutti ricchi. Non conoscono altri strati sociali, un medio borghese é un povero che ha svoltato una macchina, ma continua a saltare i pasti. Si dividono in sottoproletari e ricchi. Varietá di cibo per una minuscola percentuale di ricchi, mentre tutti gli altri vanno avanti in monoalimentazione. Io non sapevo che i medio borghesi potessero apparire a noi come sottoproletari.

Ho conosciuto solo 2 persone considerabili benestanti, una di loro, il “capitano”, é un militare, maneggiava pietre preziose grosse come biglie, possedeva un club, con un bar, vuoto di ogni prodotto vendibile, ed una pista da ballo, gremita di musica ritmo e risate, anche la sua bella casa con gli scalini intarsiati a mosaici, dentro era bella… scarna, ma almeno lui aveva l´energia elettrica, la TV a schermo piatto e la consolle per i videogiochi…

Una volta non si trovavano taxi, che lí vengono usati come fossero autobus, camminando a piedi sotto il sole vediamo un ragazzo spingere una grossa jeep dai vetri fumé, macchina chiaramente in panne, il ragazzo tra il sole a picco e la macchina pesante, arranca. Siamo riusciti a fare al massimo 2 passi senza reagire, poi per fortuna la nostra guida, Yakoubá, che é povero in canna ma un percussionista di grande talento, ha fatto il primo passo per dare una mano al ragazzo. Io e Chiara, la prima promotrice di tutto il nostro progetto, che é una bergamasca mingherlina con mille idee e colori intrecciati nei dreadlock, ci siamo con un sospiro di sollievo accodate, ovviamente in 4 al jeeppone sono bastati 3metri a partire ed il signore alla guida ha ben pensato di offrirci un passaggio per ricompensarci.

Siamo entrate in macchina con un sorriso e dentro ci abbiamo trovato comodamente sedute la moglie del guidatore e la sua figlia maggiore, un leggiadro peso per entrambe, ma comunque circa 120 Kg di carnazza umana seduta sul sedile, vestite da afro-signorine, con quei meravigliosi vestiti sgargianti, che non ti danno grande mobilitá, per un non so quale gran galá.

Se sei bianca ti fanno fare un pó come ti pare, con le loro donne é tutto piú complesso, formale, limitato.

Mi é bastato spingere quella macchina per darmi il motivo di tornare in africa.

Vado a cercare di capire, ma non mi basterá una vita per capire il razzismo, il classismo, il sessismo.

A presto! Alice

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Pussy Riot, udienza d’appello per Nadja il 26 Aprile 2013

Venerdi 26 Aprile ci sarà un udienza d’appello per Nadja (Nadezhda) Tolokonnikova

E’ passato più di un anno dal 3 marzo 2012 da quando 2 componenti del gruppo punk russo Pussy Riot, sono state condannate per teppismo motivato da odio religioso, a scontare una pena di 2 anni, senza contare i mesi di carcere preventivo, per aver inscenato una preghiera punk contro il presidente russo Putin.

Nadja aveva chiesto una sospensine di pena sino al compimento del 15° anno di età di sua figlia che ora ne ha 5 ma le era stato rifiutato per non aver mostrato alcun pentimento rispetto al “crimine” commesso.
A seguito di questo rifiuto l’8 Marzo 2013, si è svolta una manifestazione autorizzata sotto al quartier generale delle polizia penitenziaria di Moscow. La polizia è intervenuta nella manifestazione dopo che un gruppo che si definisce di “attivisti della chiesa russa ortodossa” si è scontrato con le femministe. 20 attiviste sono state fermate per aver esposto cartelloni a favore della liberazione delle pussy riot. Toh guarda non ci risultano credenti in carcere!

Le due ragazze hanno chiesto la libertà vigilata, anche Masha (Maria) Aliokhina che sino all’11 Aprile aveva rifiutato la condizionale e confermato di essere pronta a scontare l’intera pena, andrà in udienza d’appello alla fine di Maggio, non perchè abbia cambiato idea, anzi, hanno deciso entrambe di far riconsiderare il caso in assenza di reato. Continue reading

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Pro homo, Sookee feat Tapete, traduzione

Pro Homo è una Canzone di Sookee e Tapete, 2010, Berlin
Traduzione Tedesco/Italiano, aiutatemi se avete interpretazioni migliori

PROHOMO

L’hip hop ha dei problemi perchè una gran parte della scena
non vuole ammettere che gli uomini a volte desiderano anche altri uomini
loro vogliono negarti anche di viverti il tuo amore
Questa traccia vuole smuovere qualcosa, io sono pro e non contro.
Questa è pro omosessuali e l’hiphop non può farci niente Continue reading

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Quing, Sookee, traduzione

Continua la mia saga di traduzione dal movimento contemporaneo tedesco, qui una canzone di uno dei più famosi pezzi pro omosessuali di Sookee. uscito nell’omonimo album Quing del 2010, ma già era presente nei suoi concerti dal 2009.
Stavolta la traduzione non è stata facile mancano riferimenti a cui appigliarsi, aiutatemi se avete migliori interpretazioni!

QUING (contrazione delle parole Queen e King)
(intro: Quest* è Quing di Berlino)

Quing si pone la domanda “qual’è l’apparenza che conta?”
Quing vive ogni situazione sempre con piena consapevolezza
Quing ritiene utile avere un parere
e di lasciare questo oro per poi scavare ancora
Quing vuole parlare mille lingue e tessere il filo rosso
cosicchè ogni piano prima o poi venga messo in atto Continue reading

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Rauch Haus Song tradotta per voi

Qui ascoltate una canzone storica del movimento berlinese:

Fatta dai Ton Steine Scherben, nel 1972.

e qui, qui quello che sento d fare per pensarvi ancora + intensamente amic* …

La canzone della “Rauch Haus”

Piazza Mariannen era blu per quante guardie c’erano,
al signor* Meier veniva da piangere,  probabilmente per i lacrimogeni.
E lui chiese a qualcuno “Dimmi, che ci sta oggi qui, una festa?”
“qualcosa di simile” dice uno “il Bethanien è stato occupato”,
“Era anche ora”, disse signor* Meier, “è stato vuoto già abbastanza a lungo”.
Ah come sarebbe bella la vita, se non ci fossero più pulotti.
Invece il caposquadra ha gridato: “Sgomberate Mariannenplatz,
cosìcchè il mio squadrone di picchiatori abbia spazio sufficiente per picchiare!”
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