traduzioni

Perché sono entrata in sciopero della fame; 23 09 2013

Translated from the english version http://freepussyriot.org/content/why-i-have-gone-hunger-strike-nadezhda-tolokonnikova-23913

Cominciando da Lunedí 23 Settembre 2013, entreró in sciopero della fame. Questo é un metodo estremo, ma sono convinta che sia l’unica via per far sapere la mia situazione corrente.

La colonia penale amministrativa rifiuta di ascoltarmi. Ma io, di ritorno, mi rifiuto di abbandonare le mie richieste. Non rimarró in silenzio, rassegnata a guardare le mie compagne incarcerate collassare sotto la condanna di una condizione di schiavismo. Le mie richieste sono che l’amministrazione della colonia rispetti i diritti umani; io chiedo che il campo di detenzione della Mordovia funzioni in accordo con la legge. Io chiedo che noi si venga trattate come esseri umani, non schiave.

Continue reading

Advertisements
Standard
traduzioni

Pussy that does not stop to Riot

Nadezhda Tolokonnikova delle Pussy Riot, è stata trasferita dalla prigione nella Repubblica di Mordovia, al TB hospital di Krasnoyarsk, per esami, dopo aver cominciato il 23 settembre uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni della sua detenzione. Condannata a due anni di lavori forzati, passa 17 ore al giorno davanti alla macchina di cucire, con il diritto a solo 4 ore di sonno mentre a pranzo e cena ottiene cibo marcio e pane raffermo. Maltrattamenti quotidiani, pestaggi e minacce… che non la piegano anzi, Nadja Ha chiesto un procedimento penale contro il vicedirettore della Colonia penale che conta 800 recluse.

Dal 21 Ottobre al 12 Novembre silenzio, ottusitá poliziesche e sociali hanno lasciato i parenti senza avere notizie di Nadja. E’suo marito, Pyotr Verzilov, a denunciare il fatto.

Hanno finalmente avuto un colloquio, ed é stato ufficializzato il suo trasferimento in un altro penitenziario della Siberia piú vicina alla sua cittá di origine.

Gli avvocati di Nadezhda Tolokonnikova, hanno presentato un nuovo appello alla corte suprema per chiedere il suo rilascio.

Iekaterina Samutsevich, delle Pussy Riot – scarcerata lo scorso ottobre – ha lanciato un appello a boicottare i Giochi invernali di Soci che si terranno a Febbraio 2014 in Russia.

Gruppi di donne e uomini solidali hanno anche protestato a Roma il 25 Novembre 2013, nella Giornata mondiale contro il femminicidio, sia occupando simbolicamente la basilica di San Lorenzo, sia con presidi davanti al Quirinale e davanti all’albergo che ospitava Putin presente per un incontro intergovernativo.

In questi giorni si sta discutendo il varo di una amnistia per i 20 anni della Costituzione russa, di cui potrebbero beneficiare anche le due Pussy Riot ancoa dietro le sbarre.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato varie volte la Russia (e l’Italia) per le condizioni di vita nelle galere dei “Prigionier* di Coscienza”, come Amnesty International ha definito le Pussy Riot.

È necessario surfare e proseguire questa nuova grande ondata di solidarietà a sostegno di Nadia.

Standard