educazione civica

Pussy Riot, udienza d’appello per Nadja il 26 Aprile 2013

Venerdi 26 Aprile ci sarà un udienza d’appello per Nadja (Nadezhda) Tolokonnikova

E’ passato più di un anno dal 3 marzo 2012 da quando 2 componenti del gruppo punk russo Pussy Riot, sono state condannate per teppismo motivato da odio religioso, a scontare una pena di 2 anni, senza contare i mesi di carcere preventivo, per aver inscenato una preghiera punk contro il presidente russo Putin.

Nadja aveva chiesto una sospensine di pena sino al compimento del 15° anno di età di sua figlia che ora ne ha 5 ma le era stato rifiutato per non aver mostrato alcun pentimento rispetto al “crimine” commesso.
A seguito di questo rifiuto l’8 Marzo 2013, si è svolta una manifestazione autorizzata sotto al quartier generale delle polizia penitenziaria di Moscow. La polizia è intervenuta nella manifestazione dopo che un gruppo che si definisce di “attivisti della chiesa russa ortodossa” si è scontrato con le femministe. 20 attiviste sono state fermate per aver esposto cartelloni a favore della liberazione delle pussy riot. Toh guarda non ci risultano credenti in carcere!

Le due ragazze hanno chiesto la libertà vigilata, anche Masha (Maria) Aliokhina che sino all’11 Aprile aveva rifiutato la condizionale e confermato di essere pronta a scontare l’intera pena, andrà in udienza d’appello alla fine di Maggio, non perchè abbia cambiato idea, anzi, hanno deciso entrambe di far riconsiderare il caso in assenza di reato.

La notizia del loro concerto in chiesa ha fatto il giro del mondo ma io voglio ancora sottolineare, le Pussy riot sono accusate di odio religioso, ma non c’erano bestemmie o insulti contro la religione ortodossa, il testo è contro Putin ed il patriarcato.
Masha è detenuta nel Campo di lavoro n 28, Berezniki, nella regione di Perm, sugli Urali, la corte di Pern ha sentenziato che il carcere ha violato la legge infliggendole un periodo di isolamento troppo lungo, che ha superato il limite massimo di 90 giorni, riconosciendo che 2 su 4 delle sanzioni erano illegali, Masha continua a dichiarare che ad essere illegali erano tutte e 4 le sanzioni a lei inflitte.

I primi di Aprile è stato concesso a Nadja di rilasciare la prima intervista al telefono ad un media occidentale, da quando è entrata in carcere:
“Per me la parola Appello non significa nulla. Nel nostro caso il governo vuole che noi si riconosca la nostra colpa, cosa che ovviamente non vogliamo fare” ha detto inoltre di aver presentato i documenti per la commissione che decide il rilascio sulla parola per mostrare “che non possono spezzare una persona.”
Il giornalista che la ha intervistata riferisce di aver sentito più volte in quei 15 minuti i secondini intimarla di smettere di parlare di politica.
Lei conclude l’intervista con serenità dicendo di “cercare di usare il tempo che mi rimane dopo i lavori forzati in maniera costruttiva produttiva e creativa… se sei di cattivo umore il tempo non passa mai. Ma se impari a vivere dando attenzione alla vita stessa e a valutarla, persino qui dentro allora il tempo non va sprecato.
Questo è il mio obiettivo principale: riuscira a far si che il tempo che loro hanno cercato di portarmi via non vada perduto. E credo di starci riuscendo”

Le arrestate erano tre e si sono rifiutate sotto processo di definirsi colpevoli, dato che la loro era una performance politica e non era diretta a insultare un credo, ma dopo 7 mesi di carcere ad ottobre 2012, in appello, Katia (Yekaterina) Samutsevitch è stata scarcerata mediante cauzione, il suo avvocato ha cambiato linea difensiva dimostrando che non prese parte alla protesta siccome era stata fermata e portata via prima che la preghiera laica venisse attuata.
Vorrei ricordare che Putin rilascia dichiarazioni buoniste ai giornalisti stranieri ma in quell’occasione ha dichiarato ai gioranlisti russi:
“Se restavano a casa a fare i mestieri o se andavano in ufficio a lavorare non sarebbero state coinvolte. Ma se viene violata la legge, allora bisogna reagire”
E certo produci consuma crepa!

Katia dopo la sua scarcerazione ha presentato un reclamo presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, affermando che i suoi diritti sono stati violati durante i sei mesi di custodia cautelare facendole saltare, senza motivazione, i pasti e che le sarebbe stato impedito di dormire.

Vorrei ricordare che il collettivo è composto da più di 10 artiste, oltre a una quindicina di persone che collaborano su aspetti tecnici, e che per la performance in chiesa di cui sono accusate almeno 5 ragazze erano presenti, ma quando sono state sottoposte a interrogatori, le tre ragazze non hanno mai rivelato agli inquirenti i nomi delle altre componenti coinvolte nell’azione di protesta.

Le pussy riot si sono sempre dichiarate anticapitaliste e hanno sempre detto di non voler guadagnare da questo gruppo, hanno bloccato uno dei loro avvocati che voleva fare del nome Pussy riot un brand, valutato 2 milioni di dollari. Le altre componenti del gruppo si sono rifiutate di fare il gruppo spalla a Madonna, quindi…
A tutti quelli che cercano di guadagnare denaro sulle loro teste va un sincero vaffanculo.

Quello che vogliono le pussy riot non è la fama, vogliono le dimissioni di un presidente dittatoriale. E tutte dichiarano di voler continuare la lotta.

Venerdì in solidarietà con Nadja ci sarà un presidio anche sotto al consolato russo di Bonn (Germania)

Dal 17 di questo mese si è aperto il processo contro Alexei Navalny, blogger russo noto come l’ultima voce dell’opposizione, quindi il nostro sostegno si allarga a tutti i detenuti politici e facciamo un preghierina perchè qualcuno aggiusti la giustizia.

Madre di Dio, Vergine, liberaci da Putin!
Caccia Putin, caccia Putin!
Sottana nera, spalline dorate.
Tutti i parrocchiani strisciano inchinandosi.
Il fantasma della libertà è nel cielo.
Gli omosessuali vengono mandati in Siberia in catene.
Il capo del Kgb è il più santo dei santi.
Manda chi protesta in prigione.

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